Scritto da 7:48 pm Latina, Attualità

Alessio Sundas presenta il “Principio di Valorizzazione”: dati e performance per sviluppare i giovani talenti

Latina (martedi’, 18 agosto 2026) — Nel calcio moderno il talento, da solo, non sarebbe più sufficiente: occorre misurarlo, svilupparlo e dimostrarne il valore attraverso dati oggettivi. È la tesi di Alessio Sundas, imprenditore e procuratore sportivo italiano, che presenta il “Principio di Valorizzazione di Sundas”, un modello che punta a integrare analisi delle prestazioni, sviluppo individuale e posizionamento professionale di calciatori e operatori del settore sportivo.

di Ludovica Maura Santarelli

Sundas sintetizza la propria visione attraverso un paragone con l’arte: «Se possedeste un Van Gogh o un Monet e lo teneste chiuso in una stanza dove nessuno può vederlo, chi potrebbe conoscerne realmente il valore? Con il talento accade la stessa cosa. Puoi avere qualità straordinarie, ma se non vengono misurate, sviluppate e mostrate nel modo giusto rischiano di rimanere invisibili».

Dall’intuizione ai dati

Secondo Sundas, il mercato calcistico internazionale sta progressivamente superando un modello nel quale la valutazione dell’atleta viene affidata soprattutto all’esperienza e all’intuizione di allenatori, osservatori e procuratori. Il suo “Principio di Valorizzazione” non punta a eliminare la componente umana, ma ad affiancarla con indicatori misurabili in grado di evidenziare punti di forza, carenze e progressione del calciatore.

«Lo scout continuerà ad avere un ruolo fondamentale. Ma nel calcio di oggi non possiamo limitarci a dire: “Questo giocatore secondo me è forte”. Dobbiamo riuscire a spiegare perché è forte, in quali fondamentali eccelle, dove deve migliorare e soprattutto se il lavoro che sta svolgendo produce risultati concreti. Bisogna passare dal “secondo me” al “dimostramelo”», sostiene Sundas.

Al centro del modello c’è Algorithm.Soccer, piattaforma di analisi attraverso la quale il procuratore intende applicare il principio alla valutazione e allo sviluppo dei calciatori. Il sistema utilizza la ASM Measurement Unit, definita da Sundas come un’unità proprietaria di misurazione delle prestazioni, costruita attraverso l’analisi di diversi indicatori tecnici, atletici e tattici.

L’obiettivo non è soltanto attribuire un punteggio al giocatore, ma individuare le aree sulle quali intervenire attraverso programmi di lavoro personalizzati. «Il principio è semplice: prima misuro, poi individuo la carenza e infine costruisco il lavoro necessario per migliorarla. È quello che accade in medicina: prima si fanno le analisi, poi si interviene sui valori che presentano un problema. Perché nello sviluppo di un atleta dovrebbe essere diverso?», spiega.

L’attenzione ai giovani

Una particolare attenzione viene riservata ai calciatori tra i 13 e i 17 anni, fascia che Sundas considera decisiva per intervenire sulla formazione dell’atleta prima dell’ingresso nel calcio professionistico.

«Non dobbiamo aspettare che un ragazzo abbia vent’anni per scoprire cosa gli manca. Se individuiamo prima punti di forza e criticità possiamo costruire un percorso realmente personale. Il dato non deve servire a bocciare un giovane, ma a mostrargli la strada per migliorare», afferma.

La misurazione delle prestazioni assume inoltre una dimensione internazionale. In un mercato nel quale club, academy e organizzazioni sportive possono osservare talenti provenienti da tutto il mondo, secondo Sundas la disponibilità di parametri confrontabili può rappresentare uno strumento ulteriore per presentare e valutare un atleta.

Il modello viene esteso anche ad allenatori, preparatori atletici e altri professionisti dello sport, chiamati sempre più a documentare risultati, competenze e capacità all’interno di un mercato globale che coinvolge Europa, Stati Uniti, Asia e Medio Oriente.

«Valorizzare non significa inventare un campione. Significa portare una persona al massimo delle proprie possibilità. Per questo dico che il 99 per cento non mi basta: voglio il cento per cento. Non tutti diventeranno campioni, ma tutti devono essere messi nelle condizioni di provare a raggiungere il massimo del proprio potenziale».

Per Sundas, la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale, dell’analisi video e dei sistemi di elaborazione dei dati renderà questo approccio sempre più centrale nel calcio dei prossimi anni.

«Il futuro del calcio appartiene alla performance misurabile. Il talento continuerà a essere fondamentale, ma ogni giocatore deve sapere dove è forte, dove deve migliorare e cosa deve fare per raggiungere il livello successivo», conclude Sundas.

La proposta punta quindi a introdurre un ulteriore elemento nel processo di valutazione dei calciatori: nell’era dei dati, sostiene il procuratore, non basta affermare che un atleta ha talento, ma occorre riuscire a dimostrarlo attraverso parametri e risultati misurabili.

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Last modified: Agosto 20, 2026
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