Terracina (domenica, 21 giugno 2026) — Un bando «discriminatorio» e caratterizzato da profili potenzialmente lesivi della concorrenza. È il giudizio espresso da Legambiente e Mare Libero sul procedimento avviato dal Comune di Terracina per l’assegnazione di 86 concessioni balneari. Le due associazioni hanno annunciato di aver presentato una segnalazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), chiedendo l’apertura di un’istruttoria e l’eventuale modifica o revoca in autotutela dell’avviso pubblico.
di Ludovica Maura Santarelli
Secondo Legambiente e Mare Libero, la procedura sarebbe stata avviata senza che il nuovo Piano di utilizzazione degli arenili (Pua) sia stato ancora approvato in via definitiva. Le associazioni sottolineano come, a oltre un anno dalle prescrizioni formulate dalla Regione Lazio, il piano risulti ancora in fase di revisione, una situazione che, a loro avviso, rischierebbe di compromettere la programmazione e la riqualificazione ambientale del litorale nel prossimo decennio.
Nel comunicato congiunto viene inoltre contestato il sistema di attribuzione dei punteggi previsto dal bando. In particolare, le due associazioni ritengono eccessivo il peso assegnato all’esperienza pregressa dei concessionari uscenti, elemento che, sostengono, finirebbe per favorire chi già opera sul litorale e scoraggiare eventuali nuovi soggetti interessati a partecipare alle gare.
Critiche vengono avanzate anche sul fronte degli indennizzi per gli investimenti non ammortizzati. Secondo Legambiente e Mare Libero, l’assenza di criteri nazionali definiti e la previsione di un procedimento separato per la determinazione degli importi introdurrebbero elementi di incertezza economica che potrebbero rappresentare un ulteriore ostacolo per i nuovi partecipanti.
Dal punto di vista ambientale, le associazioni ritengono insufficiente il peso attribuito ai criteri di sostenibilità e di riduzione dell’impatto visivo all’interno delle valutazioni tecniche, giudicando marginale l’attenzione riservata agli aspetti ecologici rispetto a quelli economici e gestionali.
Nel documento vengono inoltre richiamate le iniziative intraprese negli ultimi anni da Legambiente sul tema della pianificazione costiera e delle spiagge libere, oltre alla necessità, evidenziata dalle due organizzazioni, di garantire una più ampia partecipazione pubblica nella definizione del Piano degli arenili e delle procedure di assegnazione delle concessioni.
«Non è questa la gara pubblica che il litorale di Terracina merita – affermano Legambiente e Mare Libero –. Chiediamo trasparenza, accesso paritario per tutti i cittadini e una gestione del mare che metta al centro la tutela ambientale e la fruizione pubblica».
Le associazioni evidenziano infine alcune criticità relative ai servizi sulle spiagge libere, tra cui l’accessibilità per le persone con disabilità, la manutenzione degli accessi pubblici e l’organizzazione dei servizi di salvamento, ribadendo la necessità di una gestione del demanio marittimo che tenga conto non soltanto delle esigenze delle categorie economiche ma anche dell’interesse pubblico e della tutela ambientale.
Last modified: Giugno 21, 2026

