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Gaeta, peschereccio recupera due anfore romane di duemila anni fa

Gaeta (giovedì, 28 agosto 2025) — Due anfore di epoca romana, risalenti a circa duemila anni fa, sono state riportate alla luce al largo di Gaeta dal motopeschereccio Attila II, impegnato nella pesca a strascico. I reperti, di grandi dimensioni, sono rimasti impigliati nelle reti dell’imbarcazione, creando difficoltà nelle manovre di sbarco e rischiando di compromettere il pescato.

Di Mirko Aglianò

Riprendendo quanto dettagliato dalle penne di LatinaToday nel loro articolo, l’episodio ha richiesto il rapido intervento delle istituzioni competenti: la Soprintendenza per i Beni Archeologici, il Comune di Gaeta, la Guardia Costiera e gli operatori portuali hanno collaborato per garantire la messa in sicurezza delle anfore e la tutela del pescato, che dopo le verifiche sanitarie è stato regolarmente destinato al mercato ittico.

L’evento richiama un precedente del 2017, quando lo stesso peschereccio, allora guidato dal comandante Giacomo Spinosa, recuperò due reperti analoghi. Questa volta al timone c’era il figlio, Gianluca Spinosa, che ai microfoni di Radio Show Italia 103.5 ha definito il ritrovamento “un’emozione unica, come un regalo di mio padre”, sottolineando la profondità del recupero, avvenuto tra i 300 e i 350 metri.

Secondo il sommozzatore portuale Salvatore Gonzalez, le verifiche si concentreranno ora sui dettagli delle anfore per confrontarle con quelle recuperate otto anni fa e valutare l’eventuale appartenenza allo stesso relitto. Gonzalez ha inoltre anticipato che a settembre è previsto un nuovo intervento di recupero, definito “molto importante per la città di Gaeta”.

Il comandante della Guardia Costiera ha espresso soddisfazione per l’esito positivo delle operazioni, rese complesse dalle dimensioni dei reperti ma portate a termine grazie alla collaborazione tra enti e operatori locali.

Le due anfore, considerate un prezioso frammento di storia del Mediterraneo, sono ora custodite e saranno sottoposte a ulteriori accertamenti da parte degli esperti della Soprintendenza.

Immagine concessa con licenza CC BY-SA 4.0, fonte Wikimedia Commons

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Last modified: Agosto 28, 2025
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