Santi Cosma e Damiano (martedì, 22 settembre 2025) — Continua a far discutere la tragedia di Paolo, il quindicenne di Santi Cosma e Damiano che si è tolto la vita alla vigilia del ritorno a scuola. Dopo il dolore e la commozione della comunità, la vicenda si sposta ora sul piano delle responsabilità.
Di Mirko Aglianò
Come riporta TGCom24, in una lettera inviata alla redazione di “Fuori dal Coro” la dirigente scolastica dell’istituto frequentato dal ragazzo ha respinto con decisione le accuse dei genitori: “La scuola ha fornito numerose evidenze atte a smentire nella maniera più assoluta le dichiarazioni della famiglia circa la conoscenza di atti di bullismo”.
La preside sostiene dunque di non aver mai ricevuto segnalazioni ufficiali su episodi di disagio o violenze tra compagni. Una versione che però non convince i familiari. Intervistato dalla trasmissione di Rete 4, il padre di Paolo ha reagito con parole dure: “Lo chiamavano nano, gli davano calci. Queste cose non sono mai successe?”.
L’uomo, visibilmente scosso, ha accusato la scuola di non aver saputo tutelare il figlio, chiedendo un’assunzione di responsabilità: “Per come stanno le cose, sono delle bestie. La preside, invece di fare quelle dichiarazioni, doveva essere qui, insieme a noi, anche lei a chiedere scusa a Paolo”.
La morte del giovane ha scosso profondamente il territorio pontino. Nei giorni scorsi migliaia di persone hanno partecipato a una fiaccolata in sua memoria, sfilando in silenzio con candele e fiori. Intanto la Procura di Latina ha aperto un fascicolo per chiarire le circostanze che avrebbero portato il ragazzo a compiere il gesto estremo.
Un’inchiesta delicata, che dovrà stabilire se davvero Paolo fosse vittima di episodi di bullismo taciuti o sottovalutati, o se, come sostiene la scuola, nessuna evidenza fosse mai emersa.
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Last modified: Settembre 23, 2025

