Latina (lunedì, 17 agosto 2026) — Il dibattito sulla desertificazione commerciale che interessa il centro di Latina e diversi comuni della provincia rischia di concentrarsi sul passato, mentre la vera sfida, secondo Confartigianato Latina, è costruire nuove opportunità per il futuro. L’associazione propone una lettura diversa rispetto a quella tradizionalmente adottata per i centri storici italiani, sottolineando la particolare storia della città pontina.
di Ludovica Maura Santarelli
«Latina non è Assisi o Gubbio: è una città giovane, nata meno di cento anni fa, con un impianto razionalista che non ha mai conosciuto le botteghe di restauratori o ceramisti tramandate di generazione in generazione», dichiara Letizia Bongiorno, presidente di Confartigianato Latina. «E allora smettiamo di inseguire un modello che non ci appartiene: la vera occasione per il nostro centro non è recuperare un artigianato tradizionale che qui non è mai esistito, ma costruire da zero un artigianato contemporaneo, fatto di nuove competenze e nuovi mestieri».
Secondo l’associazione, i numerosi locali sfitti del centro cittadino potrebbero rappresentare lo spazio per l’insediamento di attività artigiane moderne. Tra le proposte indicate ci sono laboratori di riparazione e customizzazione digitale, atelier di design e stampa 3D, botteghe di pasticceria e panificazione di qualità, laboratori di cosmesi naturale, sartorie contemporanee, servizi di manutenzione per la mobilità elettrica e piccoli maker space condivisi.
«Sono mestieri che uniscono manualità e tecnologia, esattamente il profilo di artigianato che una città come la nostra, giovane e senza vincoli storici da rispettare, può accogliere meglio di tanti centri storici blasonati», prosegue Bongiorno. «Non dobbiamo inventarci un passato che non abbiamo: dobbiamo costruire un’identità artigiana nuova, che parli il linguaggio di chi oggi ha 25 o 35 anni e vuole aprire un’attività».
Le risorse disponibili
Per sostenere questo percorso, Confartigianato Latina richiama due strumenti attualmente disponibili. A livello regionale, il bando “Valore Artigiano 2026” della Regione Lazio mette a disposizione 2,4 milioni di euro a fondo perduto, con una riserva di 400mila euro per il Sistema Moda, destinati a investimenti in innovazione, ammodernamento e transizione digitale delle imprese artigiane. I contributi possono arrivare fino a 12mila euro per progetto.
A livello nazionale è invece attivo “ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero”, gestito da Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La misura finanzia fino al 90% delle spese ammissibili per micro e piccole imprese a prevalente partecipazione giovanile, per gli under 35, o femminile, attraverso un mix di finanziamento a tasso zero rimborsabile in dieci anni e contributo a fondo perduto. Lo sportello, sottolinea Confartigianato, è sempre aperto, senza scadenze, con le domande valutate in ordine cronologico fino all’esaurimento delle risorse.
«Due strumenti che, se usati insieme e accompagnati da misure locali su IMU, TARI, Canone Unico e riuso dei locali sfitti, possono davvero fare la differenza», conclude Bongiorno. «Chiediamo al Comune di Latina di lavorare con noi in questa direzione, non per restaurare qualcosa che non c’è mai stato, ma per far nascere qui il nuovo artigianato italiano. Latina può permettersi di essere la prima città a farlo senza il peso della tradizione da conservare, e con tutta la libertà di inventare qualcosa di nuovo».
Last modified: Agosto 20, 2026

