Aprilia (lunedì, 28 luglio 2025) — Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha respinto il ricorso presentato da una studentessa che contestava la valutazione conseguita all’Esame di Stato nel 2021 presso il Liceo Scientifico “Antonio Meucci” di Aprilia. La sentenza è stata pubblicata il 24 luglio 2025, al termine di un procedimento durato quattro anni.
Di Mirko Aglianò
La ricorrente aveva ottenuto 76/100 alla maturità, punteggio derivante da 54 crediti scolastici e 22 punti assegnati al colloquio orale, unica prova prevista quell’anno a causa delle restrizioni legate al Covid-19. Contestando tale valutazione, la studentessa riteneva di aver diritto al massimo dei punti (40) più i 5 punti bonus, per un totale di 99/100.
Nel ricorso venivano impugnati i verbali della Commissione d’esame, in particolare il n. 9 (sulla predisposizione dei materiali) e il n. 10 (sullo svolgimento dei colloqui), ritenuti viziati da un errore formale: la data apposta su uno dei documenti risultava antecedente a quella indicata nel verbale.
Il TAR ha ritenuto tale irregolarità di natura meramente formale, priva di effetti sull’esito della prova. La motivazione dei giudici sottolinea che “l’errore non ha alterato l’effettivo svolgimento dell’esame”, e che “l’attribuzione dei punteggi rientra nella discrezionalità della Commissione”, non sindacabile in sede amministrativa.
La sentenza evidenzia inoltre come il giudizio finale debba tener conto anche della prova d’esame, che incide per il 60% sul voto complessivo. Il ricorso è stato respinto con compensazione delle spese di lite.
Il caso, come altri analoghi, evidenzia i limiti pratici del contenzioso scolastico: decisioni giudiziarie che arrivano a distanza di anni, quando gli effetti concreti sull’iter formativo o professionale del ricorrente risultano ormai marginali.
Last modified: Luglio 28, 2025

