Cisterna di Latina (lunedì, 29 settembre 2025) — La Corte d’assise di Latina ha condannato all’ergastolo Christian Sodano, il ventinovenne finanziere che il 13 febbraio 2024 uccise a Cisterna di Latina Nicoletta Zomparelli e la figlia Renèe Amato, rispettivamente madre e sorella della sua ex fidanzata, Desirèe Amato, unica sopravvissuta alla strage.
Di Mirko Aglianò
Ne riporta i dettagli la penna di Matteo Runchi nell’articolo odierno apparso su Virgilio.it; i giudici hanno riconosciuto le aggravanti dei motivi abbietti e futili, escludendo però la premeditazione. Accolta quindi solo in parte la richiesta della procura, che aveva chiesto di contestare anche quest’ultima aggravante.
Quel giorno Sodano, all’epoca ventottenne, raggiunse l’abitazione della ex compagna armato della pistola d’ordinanza. In casa trovò la madre della ragazza, Nicoletta Zomparelli, e la sorella diciannovenne, Renèe Amato. Le colpì con diversi colpi di arma da fuoco, uccidendole entrambe.
La stessa Desirèe, richiamata dagli spari, riuscì a fuggire e a chiedere aiuto, permettendo ai carabinieri di intervenire e bloccare l’aggressore.
Arrestato subito dopo la strage, Sodano confessò i fatti senza esitazione, dichiarando di aver sparato due volte a Renèe, anche quando era già a terra, “per non farla soffrire”. Versione poi smentita dagli accertamenti medici, che hanno confermato come la giovane avrebbe potuto salvarsi con un tempestivo soccorso.
Durante il dibattimento, l’attenzione si è concentrata sulle aggravanti. La procura ha insistito per la premeditazione, sostenendo che Sodano avesse pianificato l’agguato. La Corte d’assise ha però stabilito che non vi fossero elementi sufficienti a provarlo, pur riconoscendo la gravità dei motivi che hanno spinto l’allora finanziere a compiere il duplice omicidio.
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Last modified: Settembre 29, 2025

