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La grotta di Sezze dove il passato riemerge dal silenzio

Latina (sabato, 16 agosto 2025) — Dal 27 luglio, sotto il profilo roccioso di Sezze, una grotta continua a restituire frammenti di un passato remoto. Non è una scoperta isolata, ma un racconto che si compone strato dopo strato, grazie al lavoro dell’Università di Tor Vergata in collaborazione con il Comune e con la Soprintendenza di Frosinone e Latina.

di Valeria Russo

Tra le pareti ravvicinate della grotta, ogni manciata di suolo può rivelare frammenti di un passato remoto: qui archeologi abituati al buio delle cavità lavorano insieme ai geologi dell’Ingv di Roma, fondendo saperi distinti in un’unica indagine.

Nella grotta Vittorio Vecchi il tempo scorre come un fiume sotterraneo, toccando epoche lontane tra loro. In passato, gli scavi hanno già portato alla luce un paleosuolo antico, scrigno di tracce che risalgono a un arco temporale compreso tra il III e la metà del II millennio a.C. Tra queste, piccole fossette con vasetti colmi di semi carbonizzati – in prevalenza fave – indizi concreti di rituali legati alla vita e alla morte. Accanto, tracce di focolari e resti umani, che suggeriscono cerimonie e pratiche funerarie radicate in un sistema di credenze oggi lontano, ma ancora percepibile nelle tracce materiali.

La nuova fase di indagini spinge il lavoro ancora più in profondità, verso i settori interni della cavità, dove le evidenze segnalano presenze umane antichissime, oltre i 15.000 anni fa. È un salto indietro che apre scenari inediti sulla preistoria del Lazio, e che potrebbe collocare la grotta tra i siti archeologici più significativi dell’Italia centrale.

Per l’amministrazione comunale, questo scavo è più di un’operazione scientifica: è un progetto di identità. Scommettere su un approccio di lungo periodo, affidando la ricerca a un team guidato dal professor Mario Rolfo, significa trasformare la curiosità locale in un interesse che supera i confini di Sezze. Lo scopo è dare alla città un’eredità duratura, intrecciando il suo nome alla salvaguardia e alla promozione della memoria storica e culturale, così che il valore generato oggi continui a crescere anche domani.

Nella penombra umida della grotta, le mani degli archeologi si muovono lente, come chi sa che ogni granello di terra può cambiare la narrazione di un territorio. Fuori, la città osserva, consapevole che quei silenzi sotterranei stanno restituendo la voce di una storia millenaria.

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Last modified: Agosto 16, 2025
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