Latina (venerdì, 1 agosto 2025) — C’è un punto dell’estate in cui non si scappa più. Le valigie sono state fatte, disfatte, ignorate. I più veloci sono già a mollo o in vetta, i più testardi restano in città, ma non sembrano pentirsene. Perché anche restare, a volte, diventa una forma di avventura.
di Valeria Russo
E in certi fine settimana, qui da queste parti, restare somiglia quasi a scegliere il meglio. Succede a Latina e dintorni, dove l’agosto ha deciso di non prendersi pause. Niente città addormentate, niente strade deserte con il suono delle ciabatte in eco tra i palazzi. Qui l’estate si è messa le scarpe buone e ha iniziato a girare. Tra feste, rassegne, concerti, mostre e parole che si attaccano alle mura e chiedono attenzione.
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Le rassegne, o del non potersi annoiare
Priverno ha deciso che settembre può aspettare, e intanto ha riempito ogni angolo di eventi. Minturno e Scauri hanno capito che il mare, da solo, non sa bastare. Così hanno riempito l’estate di altre onde: quelle della musica, delle parole, dei passi in piazza. Così hanno aggiunto voce, luce e passi lenti, finché la riva non è diventata una scena. E allora l’hanno usato come pretesto per cucirsi addosso un’estate nuova, una di quelle che non trovi nei cataloghi ma solo nei giorni che restano in testa.. San Felice, tra una brezza salmastra e una sedia da regista, porta avanti il suo Circeo d’Amare come se la bellezza fosse una necessità civile.
E poi c’è Ninfa, che continua a farsi attraversare in silenzio. Le visite guidate? Certo. Ma quello che resta è lo sguardo: quello che si perde dentro un giardino e non cerca più l’ora, solo il silenzio che cresce tra le foglie.
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Le sagre, ovvero il gusto dell’attesa
Ci sono luoghi dove l’estate non si misura in gradi, ma in salsicce. A Sonnino la Zazzicchia torna regina e lo fa come solo le regine sanno: con fierezza e senza dover dimostrare più niente. A Pisterzo, per la 44ª volta, le Sette Minestre si prendono la scena come un coro di nonne che hanno deciso di cucinare la memoria. A Priverno, quando il sole si ritira, comincia un’altra luce. La Notte Bianca non si racconta, si attraversa: le strade si aprono come stanze, e l’idea di rientrare sembra fuori luogo, come un invito sbagliato. A San Felice il Montenero Summer Village diventa una festa lunga un mese, e a Latina si legge per ricordare Antonio Pennacchi, uno che ha raccontato Latina meglio di chiunque.
Intanto, nei borghi, le feste patronali non sono mai solo religione: a Borgo Bainsizza la fede incontra la porchetta, la musica e i gonfiabili. E funziona.
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I concerti, come piccole epifanie
Latina si sveglia presto con Immersioni Sonore, perché il mare all’alba è un posto dove anche la musica sembra più vera. Il Sea Swing Festival porta i pantaloni a vita alta e le gonne ampie, e fa ballare il Lido come se fossimo tornati nel 1956. Il Sottoscala 9 dice la sua con Contenuti Speciali per Sempre, che non è solo un titolo ma un avvertimento. A Formia si balla la pizzica come se la terra avesse bisogno di essere calpestata per ricordare chi è.
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Il teatro, perché ridere o pensare non è mai fuori stagione
Il Parco e la Commedia si prende gli ultimi applausi nel cuore del Circeo, tra foglie che sembrano scenografie e attori che sembrano ombre. Il Satyricon sbarca a Formia senza bussare, e la risata che lascia non è gentile. È storta, a volte tagliente, ma più vera di tante parole serie dette col microfono. Norma ospita Radure, tra Ascanio Celestini e compagnie locali che sanno come raccontare il proprio pezzo di mondo. A Norba, invece, chiude la rassegna Teatro e Storia con Neri Marcorè, che riesce a farti pensare con un sopracciglio alzato e due note.
Latina chiama il sorriso con Gabriele Cirilli, mentre Sabaudia si affida a Edoardo Leo, che racconta storie come se le sognasse. E a volte, davvero, sembrano sogni.
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L’arte, dove gli occhi imparano a camminare
A Sperlonga, Faccincane non mostra solo opere, ma ferite colorate. Ogni tela è una confessione, e chi guarda ha l’impressione di essere stato invitato dentro, senza bussare. Al Palazzo della Provincia si apre Redenzione dell’Arte, dove due artisti – Antonio Farina e Gabriele Casale – provano a dare un nome all’inquietudine.
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E il cinema, che non ha bisogno di palchi
Per chi cerca il buio, ci sono le proiezioni del Cinema all’Aperto del Multisala Corso, che sa essere casa anche senza tetto. E poi le sale, che resistono al caldo e alla tentazione di starsene fuori, offrendo ancora storie che valgono il biglietto.
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In conclusione, una domanda secca
Davvero avete ancora bisogno di un treno per sentirvi in vacanza? Se pensavate che per sentirvi altrove servisse salire su un aereo, Latina e dintorni vi guardano con pazienza e dicono: no, guarda meglio. Sei già partito. E lo fanno col jazz, con la sagra, con le luci accese su un palco che non pretende perfezione, ma solo presenza.
Non è questione di villeggiatura. È questione di non lasciarsi sfuggire l’occasione di vivere il tempo, mentre succede.
Last modified: Agosto 1, 2025

