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Formia si racconta dal mare: un’estate tra mito, pietra e vento

Latina (sabato, 2 agosto 2025) — C’è un orario da segnare in agenda, sabato 2 agosto, a mezzogiorno spaccato. Non per un pranzo al mare o per una pennichella sotto l’ombrellone, ma per accendere la TV e lasciarsi trasportare da un racconto che ha il profumo del sale e il passo lento delle passeggiate d’estate.

di Valeria Russo

Su Rai1 torna “Vista Mare”, e questa volta lo fa posando lo sguardo sulla Riviera di Ulisse, scegliendo Formia come tappa esclusiva di un viaggio che sa di natura antica e bellezza contemporanea.

Il programma – che ormai ha conquistato un pubblico fedele, numeroso quanto una piccola città, con punte da un milione e trecentomila spettatori – accompagna chi guarda in un percorso visivo e narrativo tra i luoghi più affascinanti del litorale laziale. Ma non si limita a mostrare, osserva. Il racconto comincia in alto, dove l’aria è più sottile e le rocce sembrano parlare da sole.

Poi prende la via bassa, rasenta le rocce, si infila nei tagli della costa e sfiora l’acqua dove il sole non arriva. Lì sotto, dove l’acqua diventa pensiero, ci sono ombre che non galleggiano, restano ferme. Resti dimenticati, scaglie di pietra e memoria che il mare ha adottato come sue. Formia non grida, non si impone. Racconta a bassa voce, e solo chi resta in silenzio abbastanza a lungo riesce a sentirla.

Federico Quaranta e Diletta Acanfora avanzano con passo quieto, come chi sa che ogni luogo va capito prima di essere raccontato.. Guardano, ascoltano, si lasciano attraversare dai luoghi. Non devono aggiungere nulla: basta la loro presenza per tenere acceso il filo del racconto.

Si muovono tra le cose senza metterle in fila, lasciando che siano i luoghi, e non le parole, a dire la verità del viaggio. Non spiegano, ascoltano. E così, passo dopo passo, lasciano che il paesaggio racconti da sé, senza fretta, come si fa con le cose a cui si tiene davvero. Sono loro a guidare il cammino, tra viuzze e sentieri, tra memorie e leggende.

Ogni tappa è un capitolo: la Grotta della Janara, l’antica villa di Mamurra, l’eremo rupestre dedicato a San Michele Arcangelo, la vetta silenziosa che domina tutto. Luoghi che portano con sé un carico di simboli e significati, dove la pietra e il vento si mescolano alle storie tramandate.

Ma c’è di più. Il racconto si apre anche al presente, parlando di un turismo che non consuma, ma rispetta. Si parlerà di accessibilità, di sostenibilità, di mare pulito – quello premiato con la Bandiera Blu – e di sapori autentici. La Marzolina, per dire, non è solo un formaggio: è il gesto antico di chi munge all’alba, il profumo delle erbe secche sotto il sole, la memoria grassa di un sapore che racconta, più che nutrire.

Dietro le quinte, c’è un lavoro d’autore. La regia della puntata è affidata a Gennaro Coppola e Gianmarco Ravo, mentre la scrittura è frutto di un team collaudato, con Enzo Agliardi, Rosa e Titty Alvino. La produzione è firmata Zeus Group, che continua a credere nel potenziale narrativo delle terre italiane.

A Formia l’aria è densa di aspettative, e chi ne custodisce il futuro lo sa bene. Giovanni Valerio non usa toni trionfali, ma si capisce subito che ci crede. Parla di Formia come si parla di una casa che si vuole far conoscere bene, senza gonfiarla, ma mostrando gli angoli giusti.

Per lui, questa è la continuazione naturale di un racconto iniziato un anno fa, quando le telecamere avevano già portato alla ribalta il Cisternone Romano, le musiche di Ambrogio Sparagna e la cucina del Tiesto. Ora si aggiungono nuovi tasselli, nuove facce, nuovi incanti. L’obiettivo è semplice e ambizioso allo stesso tempo: fare di Formia un luogo che non si visita soltanto, ma che si attraversa con gli occhi aperti e il cuore coinvolto.

Questa esposizione televisiva – spiega Valerio – è un passo dentro una strategia più ampia, che non si esaurisce in una puntata ma si allarga all’autunno, quando la città sarà di nuovo protagonista, stavolta su Linea Blu Discovery. I fari saranno puntati su torri, siti archeologici e panorami che tagliano il fiato. Non è più tempo di considerare il turismo un capitolo accessorio. È il primo paragrafo di una nuova storia economica, culturale e sociale. Una storia che Formia ha deciso di scrivere, finalmente, in prima persona.

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Last modified: Agosto 6, 2025
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