Latina (domenica, 24 maggio 2026) — Un’iniziativa dedicata alla conoscenza del patrimonio vegetale del territorio e alla riscoperta delle tradizioni legate all’uso delle piante selvatiche. Il Parco regionale dei Castelli Romani propone un approfondimento sulle erbe spontanee presenti nell’area protetta, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza ambientale e culturale.
di Ludovica Maura Santarelli
Il territorio dei Castelli Romani, modellato dall’antico vulcano laziale, è caratterizzato da una notevole varietà di ambienti naturali: boschi, radure, aree agricole e zone umide che ospitano una ricca biodiversità floristica. In questo contesto crescono numerose specie di erbe spontanee, alcune delle quali da secoli fanno parte della tradizione alimentare e popolare locale.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione della flora autoctona promosso dall’ente parco, che negli anni ha avviato attività divulgative e pubblicazioni dedicate al riconoscimento delle specie vegetali del territorio. Tra queste, studi e materiali informativi che hanno censito decine di specie, evidenziando anche il loro ruolo ecologico e la loro importanza per la conservazione degli ecosistemi locali.
Attraverso passeggiate guidate, attività didattiche e momenti formativi, i partecipanti hanno la possibilità di imparare a riconoscere le principali erbe spontanee, comprendendone caratteristiche, habitat e possibili utilizzi. Un approccio che unisce divulgazione scientifica e memoria culturale, riportando l’attenzione su pratiche tradizionali legate alla raccolta e all’uso delle piante selvatiche.
Il tema si inserisce anche in una riflessione più ampia sulla tutela della biodiversità: conoscere la flora spontanea significa infatti imparare a leggere il territorio e a riconoscerne gli equilibri naturali, fondamentali per la conservazione degli ecosistemi.
Il Parco dei Castelli Romani, che si estende per circa 15 mila ettari tra i comuni dei Colli Albani, rappresenta uno dei principali sistemi naturalistici del Lazio, dove la componente ambientale si intreccia costantemente con quella storica e culturale.
Un’occasione, dunque, per riscoprire il paesaggio con uno sguardo diverso, partendo da ciò che spesso cresce spontaneamente sotto i nostri passi e che racconta, silenziosamente, la storia del territorio.
Last modified: Maggio 19, 2026

