Scritto da 9:30 pm Terracina, Cronaca

Legambiente lancia a Terracina la campagna “Che caldo che fa”: focus su rifugi climatici e contrasto alla povertà energetica

Terracina (lunedì, 27 luglio 2026) — Con l’arrivo della quarta ondata di calore dell’estate, il Circolo Legambiente Terracina lancia la campagna “Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città più fresche, città più giuste”, un’iniziativa che punta a sensibilizzare cittadini e istituzioni sugli effetti della crisi climatica e a promuovere interventi concreti per rendere la città più vivibile e resiliente.

di Ludovica Maura Santarelli

L’iniziativa prende spunto dai dati diffusi da Goletta Verde sull’aumento delle temperature del Mar Tirreno e dal recente rapporto “Città più calde del Lazio”, realizzato da Legambiente Lazio in collaborazione con TGR Lazio, che colloca Terracina tra i centri della regione maggiormente esposti al rischio legato alle alte temperature.

Secondo il dossier, negli ultimi dieci anni Terracina ha registrato una temperatura media di 25,66 gradi, risultando tra le città più calde del Lazio insieme a Latina, mentre l’innalzamento delle temperature rappresenta un fattore di rischio crescente per la salute pubblica, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili.

A preoccupare è anche il riscaldamento del Mar Tirreno. I dati satellitari del servizio Copernicus, rielaborati da Legambiente, evidenziano un aumento della temperatura media delle acque da 19,2 gradi a maggio a 24,3 gradi a giugno, un fenomeno che favorisce la cosiddetta “tropicalizzazione” del bacino, con ripercussioni sugli ecosistemi marini, sulle praterie di Posidonia e sugli ambienti lagunari.

Per affrontare queste criticità, Legambiente propone una serie di interventi che il Circolo locale chiede al Comune di Terracina di inserire nelle politiche di adattamento climatico. Tra le priorità figurano il censimento e la realizzazione dei rifugi climatici, ovvero spazi pubblici ombreggiati o climatizzati accessibili alla popolazione durante i periodi di caldo estremo. L’idea è quella di valorizzare parchi, giardini, cortili scolastici, biblioteche, musei e centri culturali, garantendo acqua potabile gratuita e, dove possibile, servizi di assistenza per le persone più vulnerabili.

L’associazione sollecita inoltre un piano di riqualificazione urbana basato sulle cosiddette soluzioni fondate sulla natura, con l’incremento della copertura arborea, la piantumazione di alberi lungo le strade, la realizzazione di grandi aree verdi, il potenziamento delle infrastrutture blu come fontane e specchi d’acqua, l’incentivazione di tetti verdi e superfici riflettenti e la progressiva rimozione dell’asfalto in eccesso per ridurre l’effetto “isola di calore”.

«Le nostre città sono sempre più invivibili di giorno e anche di notte, con temperature infernali e estati progressivamente più lunghe», afferma il presidente di Legambiente Lazio, Roberto Scacchi, sottolineando come l’aumento delle temperature registrato negli ultimi decenni renda ormai indispensabile ripensare la progettazione urbana.

Il Circolo Legambiente Terracina ricorda inoltre che il Consiglio comunale approvò all’unanimità nel dicembre 2019 la dichiarazione dello stato di emergenza climatica e ambientale, proposta dalla stessa associazione, ma evidenzia come a quella deliberazione non siano seguiti interventi concreti.

«Terracina è una città a rischio per l’innalzamento delle temperature – dichiarano la presidente del Circolo Legambiente Terracina, Anna Giannetti, e Roberta Ambra Alla, referente locale della campagna –. Per questo vogliamo portare sul territorio la campagna nazionale “Che caldo che fa” e proseguire il lavoro di sensibilizzazione avviato dal nostro Circolo, promuovendo idee e proposte per adattare la città ai cambiamenti climatici, salvaguardare il patrimonio naturale e favorire uno sviluppo urbano più sostenibile».

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Last modified: Luglio 28, 2026
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