Minturno (mercoledì, 3 settembre 2025) — Una parcella da cinquemila euro, un’automobile data come pagamento e un contenzioso che, partito da Minturno, in provincia di Latina, è arrivato fino alla Corte di Cassazione. Protagonisti della vicenda un avvocato e il suo ex cliente, in disaccordo sulla validità di una forma di pagamento alternativa al denaro.
Di Mirko Aglianò
Secondo quanto riporta IlCaffè.tv tutto era iniziato davanti al Giudice di Pace di Minturno, che aveva accolto integralmente la richiesta dell’avvocato, ritenendo inammissibile la difesa del cliente. Quest’ultimo sosteneva infatti di aver già pagato la parcella consegnando un’auto del valore di 5.200 euro.
Il cliente aveva quindi presentato ricorso al Tribunale di Cassino, che in secondo grado aveva parzialmente modificato la sentenza. I giudici avevano riconosciuto la correttezza della sua posizione, qualificando la cessione dell’auto come una “datio in solutum”, ossia una modalità di pagamento alternativa prevista dal codice civile. Tuttavia, il valore reale del veicolo era stato stimato in poco più di tremila euro, e non nei cinquemila e duecento sostenuti dal cliente: per questo il Tribunale lo aveva condannato a versare la differenza, pari a mille e ottocento euro.
Non soddisfatto, è stato l’avvocato a rivolgersi alla Cassazione, contestando la valutazione economica del mezzo e sostenendo che il pagamento non fosse da considerarsi valido.
La Suprema Corte ha però respinto il ricorso, confermando la decisione del Tribunale di Cassino. I giudici hanno ribadito che la cessione dell’auto costituisce a tutti gli effetti un pagamento parziale e che la stima del suo valore è stata effettuata correttamente dai giudici di merito, sulla base della documentazione disponibile. La Cassazione ha inoltre chiarito che tali valutazioni non possono essere riesaminate in sede di legittimità.
E’ stato respinto anche il tentativo dell’avvocato di richiamare dichiarazioni rese dal cliente in un altro processo, ritenute irrilevanti perché non provate. Quanto alle spese legali, la Corte ha sottolineato che la liquidazione deve tenere conto dell’esito effettivo del giudizio.
Il ricorso è stato quindi integralmente rigettato, senza condanna alle spese, poiché la controparte non si è costituita in giudizio.
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Last modified: Settembre 3, 2025

