Latina (giovedì, 7 agosto 2025) — All’inizio non succede niente. Le sedie sono ancora vuote, i bambini corrono come se non dovessero mai fermarsi, e c’è quell’odore dolciastro di crema solare che resiste anche al tramonto.
di Valeria Russo
Poi, piano piano, la piazza cambia faccia. Diventa un’antenna. Una di quelle che captano storie.
È lì che inizia tutto.
Non c’è tappeto rosso, nessuno che urla “azione”. Un raggio si stacca dal fondo della piazza e attraversa il silenzio, fino a posarsi su una superficie che aspetta solo di prendere vita. Il primo film si chiama Flow. Un disegno che si muove, ma non solo. È una specie di sogno con la schiena dritta. I bambini lo guardano con la bocca aperta e un gelato in mano — che intanto comincia a colare, ma nessuno ci fa caso. I grandi, invece, si ricordano per un momento com’era avere fiducia nelle storie.
Il cinema, qui, arriva così. Senza clamore. Ma resta.
E la settimana, a quel punto, si mette in cammino. Venerdì arriva Genovese, con una storia leggera che si infila sotto pelle senza chiedere permesso. Con lui, Giallini, che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Sabato tocca a Ozpetek, che fa film come se fossero confessioni. Poi tocca a Michela Giraud, ritmo incalzante e parole appuntite, ma con la bussola sempre in mano. E infine, martedì, arriva lei: Ornella Muti. Non serve aggiungere altro.
Ogni sera alle nove e mezza si accende qualcosa. Non solo uno schermo. Qualcosa negli occhi della gente. Nella voglia di stare zitti tutti insieme.
E non è mica solo una rassegna. È un ritorno. A quando i film non erano contenuti, ma appuntamenti. A quando si sedeva uno accanto all’altro senza sapere cosa stava per succedere. Il Circeo è sempre stato così. Un posto dove le immagini sembrano nate per essere raccontate. Anna Magnani lo aveva capito prima di tutti, e forse anche Alberto Lupo, che qui ci veniva a cercare silenzio e vento.
C’è qualcosa di antico, in queste notti. Ma anche qualcosa che somiglia al futuro. Un futuro più lento, fatto di passi corti, luci soffuse e voci che non cercano il centro della scena.
Il mare, intanto, sta lì. Ascolta.
Quando l’orologio segna le 21:30, qualcosa cambia. Non è la piazza in sé, ma l’aria intorno, che si fa più attenta. Succede in quel punto preciso del Circeo dove si incrociano le voci e il tempo rallenta: proprio lì, in piazza Luigi Lanzuisi, comincia ogni sera una storia nuova. Non ci sono biglietti da staccare né file da fare. Basta esserci.
La rassegna continuerà ancora per qualche giorno, fino al 12 agosto, dentro quell’intreccio di appuntamenti che dà ritmo all’estate del Circeo. Il progetto si muove grazie al lavoro congiunto di chi conosce bene il territorio: Comune e Pro Loco, che tengono saldo il filo di ogni serata.
E se dovesse arrivare la pioggia, niente salti né cancellazioni. Le proiezioni si sposteranno all’interno, nel piccolo cinema comunale che porta il nome di Anna Magnani. Si trova a due passi dalla piazza, quasi nascosto, come se aspettasse solo che il tempo cambi per aprire le porte e tenere le storie al riparo.
Last modified: Agosto 7, 2025

