Roma (lunedì, 19 gennaio 2026) — Con la scomparsa di Valentino Garavani, avvenuta oggi all’età di 93 anni, si chiude uno dei capitoli più gloriosi della storia del costume internazionale. Nato a Voghera nel 1932, Valentino ha saputo trasformare la propria visione estetica in un impero globale, elevando il Made in Italy a simbolo supremo di lusso e raffinatezza. Dopo la formazione parigina, lo stilista scelse Roma come cuore pulsante della sua attività, inaugurando nel 1960 il celebre atelier di via Condotti insieme al socio Giancarlo Giammetti.
Di Mirko Aglianò
Il nome di Valentino resta indissolubilmente legato alla creazione del “Rosso Valentino”, una tonalità vibrante, sintesi perfetta tra il carminio, il porpora e il cadmio. L’ispirazione per questo colore iconico nacque durante un viaggio giovanile a Barcellona: l’intensità cromatica dei costumi dei palchi dell’Opera rimase impressa nella mente del giovane stilista, che ne fece il marchio di fabbrica delle sue collezioni. Indossato dalle donne più eleganti del Novecento, da Jacqueline Kennedy a Elizabeth Taylor, il suo rosso è diventato un elemento d’architettura stilistica, capace di conferire una maestosità regale a chiunque lo indossasse.
Oltre al colore, la sua eredità risiede nella maestria dei tagli e nella meticolosità dei ricami dell’alta moda, difesi con vigore fino al suo ritiro ufficiale dalle passerelle nel 2008. Valentino non è stato solo un creatore di abiti, ma un interprete profondo della femminilità classica, capace di navigare tra le epoche senza mai tradire il proprio canone di bellezza assoluta. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma il suo stile, cristallizzato in decenni di sfilate leggendarie, continuerà a influenzare generazioni di designer e a colorare l’immaginario collettivo con quell’inconfondibile punta di rosso che ha reso eterna la sua visione.
Immagine di JoeJDunn – Opera propria, CC BY-SA 4.0, fonte: https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=182084160
Last modified: Gennaio 19, 2026

