Latina (mercoledi’, 9 settembre 2026) – Confesercenti scende in campo a sostegno del commercio e dei servizi di prossimità con una mobilitazione nazionale che coinvolgerà anche il capoluogo pontino. Mercoledì 9 e giovedì 10 settembre, dalle 9 alle 18.30, cittadini e rappresentanti delle istituzioni potranno sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”.
di Ludovica Maura Santarelli
A Latina sarà possibile firmare presso il banchetto allestito al Caffè Nanà, in via Cesare Battisti 10. L’obiettivo dell’iniziativa è sostenere concretamente le attività commerciali e artigiane di prossimità, messe sempre più sotto pressione dalla crescita delle vendite online e dalla conseguente delocalizzazione della spesa.
A spiegare le ragioni della mobilitazione è il presidente provinciale di Confesercenti Latina, Massimo Ceccarini, secondo il quale, sulla base di una stima dell’Ufficio Studi dell’associazione, su ogni 100 euro di spesa online 70 euro si delocalizzano, contribuendo all’impoverimento dell’economia locale. Al contrario, quando la spesa viene effettuata nelle attività cittadine, le risorse rimangono sul territorio e alimentano l’economia locale.
«Il commercio di prossimità rappresenta a tutti gli effetti una vera infrastruttura territoriale», sottolinea Ceccarini, evidenziando il ruolo delle attività nella creazione di occupazione, nella vivibilità urbana e nel mantenimento in funzione degli immobili. I negozi rappresentano inoltre, secondo Confesercenti, presidi di sicurezza, socialità e servizi per i cittadini.
I numeri fotografano una situazione di arretramento. In Italia, tra il 2019 e il 2025, hanno chiuso 111.455 attività commerciali. Anche la provincia di Latina ha registrato una contrazione: le attività commerciali al dettaglio sono passate da 8.374 a 7.792, con un calo del 7% e una perdita di ricchezza stimata in circa 87 milioni di euro.
Nel capoluogo, nello stesso periodo, gli esercizi sono scesi da 2.110 a 2.009, con una riduzione del 4,8% e una perdita stimata di circa 15 milioni di euro. Gli addetti al commercio al dettaglio sono inoltre diminuiti dell’8,6%, passando da 6.036 a 5.515 unità.
Per Ceccarini, di fronte a questo scenario è necessaria una rinnovata politica pubblica a sostegno del commercio di prossimità, coinvolgendo tutti i livelli istituzionali. «Difendere e rilanciare il commercio di prossimità significa infatti tutelare l’economia dei territori, l’occupazione e la qualità della vita delle nostre città», conclude.
Last modified: Settembre 8, 2026

