Scritto da 12:06 pm Terracina, Cronaca

Legambiente Terracina chiede al sindaco il ritiro delle deleghe all’assessore all’Ambiente

Terracina (lunedì, 6 luglio 2026) — Il Circolo Legambiente Terracina ha presentato un’istanza al sindaco, ai sensi dell’articolo 41 dello Statuto comunale, chiedendo un intervento per la tutela del Parco del Montuno e del laghetto del Parco Chezzi e, contestualmente, il ritiro delle deleghe relative ad Ambiente e Manutenzione delle aree verdi e dei parchi all’attuale assessore competente.

di Ludovica Maura Santarelli

L’iniziativa arriva dopo le recenti polemiche seguite alle dichiarazioni dell’assessore all’Ambiente, che secondo l’associazione avrebbe anche prospettato possibili azioni legali nei confronti di cittadini e associazioni impegnati nella tutela del laghetto del Parco Chezzi. Legambiente sostiene che, dopo mesi di siccità che hanno messo a rischio la fauna presente nell’area, il riferimento alle specie aliene invasive sia stato utilizzato per giustificare le criticità nella gestione del verde pubblico e degli spazi acquatici cittadini.

L’associazione ricorda inoltre che già lo scorso anno aveva denunciato la perdita di numerosi alberi messi a dimora nell’ambito del Progetto Ossigeno della Regione Lazio, chiedendo la realizzazione di adeguati impianti di irrigazione, previsti tra gli obblighi del progetto.

Nel documento inviato al sindaco viene evidenziato anche il mancato riscontro, da diversi mesi, alla richiesta di convocazione urgente della Commissione consiliare Ambiente per discutere il rinnovo o la riformulazione della convenzione relativa al Parco del Montuno. Secondo Legambiente, questa situazione impedisce dal giugno 2023 la ripresa della collaborazione nella gestione dell’area verde, contribuendo al suo progressivo degrado.

Tra le preoccupazioni espresse dall’associazione figura anche quanto previsto nel Documento unico di programmazione 2026-2028, che ipotizza la valorizzazione del Parco del Montuno attraverso la realizzazione e gestione di un parco tematico affidato a soggetti privati o associazioni. Secondo Legambiente, un modello di questo tipo risulterebbe incompatibile con la natura di un’associazione di volontariato e orientato invece a una gestione di carattere commerciale.

Nel corso dell’istanza vengono inoltre richiamate altre criticità, tra cui l’assenza di un Piano del Verde, di un Regolamento del Verde, del censimento del patrimonio arboreo e del bilancio arboreo previsto dalla normativa. L’associazione sostiene che l’attuale gestione sia caratterizzata da interventi emergenziali privi di una programmazione di lungo periodo.

Per quanto riguarda il laghetto del Parco Chezzi, Legambiente ricorda di essere intervenuta nei mesi scorsi, insieme a Legambiente Terracina Animalhelp, monitorando la situazione e collaborando con il gestore del verde urbano e con la Protezione civile comunale per evitare gravi conseguenze alla fauna acquatica durante il periodo di siccità. L’associazione ritiene ora necessario proseguire con interventi finalizzati a garantire il corretto funzionamento dell’impianto idraulico, l’ossigenazione delle acque e il censimento delle specie presenti.

«Esercitiamo il nostro diritto come associazione iscritta al Registro unico nazionale del Terzo settore e all’Albo comunale – dichiara la presidente di Legambiente Terracina e consigliera nazionale dell’associazione, Anna Giannetti – avvalendoci del principio di sussidiarietà orizzontale previsto dalla Costituzione. Riteniamo inaccettabile il comportamento di chiusura dell’assessore nei confronti della nostra associazione, fatto di mancate risposte, continue critiche e assenza di dialogo. Per questo abbiamo deciso di rivolgerci direttamente al sindaco, chiedendo di poter tornare a collaborare gratuitamente alla gestione del Parco del Montuno e del laghetto del Parco Chezzi e di valutare il ritiro delle deleghe all’assessore, alla luce delle criticità che, a nostro avviso, interessano la gestione del patrimonio verde della città».

Con l’istanza, Legambiente rinnova infine la richiesta di essere ascoltata dalla Commissione consiliare Ambiente e auspica l’avvio di un confronto istituzionale sul futuro delle principali aree verdi cittadine.

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Last modified: Luglio 13, 2026
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