Aprilia (venerdì, 25 luglio 2025) — E’ stato rintracciato ad Aprilia e arrestato uno dei cinque giovani di origine pakistana indagati per l’omicidio di Amine Gara, il ventitreeenne tunisino ucciso a Rovigo durante una violenta rissa avvenuta nella notte tra sabato 20 e domenica 21 luglio. L’operazione è stata condotta dalle Squadre Mobili di Rovigo, Latina e Chieti, su disposizione della Procura della Repubblica di Rovigo.
Di Mirko Aglianò
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la rissa è scoppiata nel parco delle Due Torri, in centro città, a seguito di una spedizione punitiva legata a una precedente aggressione. Due giorni prima, infatti, Gara e altri giovani nordafricani avrebbero picchiato due ragazzi pakistani. Il gruppo rivale avrebbe quindi organizzato una vendetta, armandosi con bottiglie rotte e oggetti contundenti.
Amine Gara è morto per una grave emorragia dopo essere stato colpito al collo con un coccio di bottiglia. Il giovane pakistano arrestato ad Aprilia è accusato di aver inferto il colpo mortale, agendo con il volto coperto da un passamontagna, dettaglio che ha portato alla contestazione dell’aggravante della premeditazione.
Oltre all’omicidio, tre indagati devono rispondere anche di tentato omicidio nei confronti di un altro giovane tunisino, ferito in modo grave durante la stessa rissa. Tutti e cinque i fermati sono indagati per rissa aggravata e, per chi non è direttamente coinvolto nell’omicidio o nel tentato omicidio, la Procura contesta il “concorso anomalo” (art. 116 c.p.), in quanto partecipanti a un’aggressione preordinata e violenta.
“La rissa – ha spiegato il procuratore Manuela Fasolato – è stata caratterizzata da intenti lesivi sin dall’inizio. I partecipanti erano armati e uno di loro ha cercato di rendersi irriconoscibile, elementi che confermano la premeditazione dell’azione”.
Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire nel dettaglio le dinamiche dell’aggressione.
Last modified: Luglio 25, 2025

