Roma (mercoledì, 31 dicembre 2025) — Alle ore 20:30, a reti unificate, Sergio Mattarella pronuncerà il suo tradizionale messaggio di fine anno. Per questa edizione, l’undicesima del suo mandato iniziato nel 2015, il Capo dello Stato ha scelto una postura dinamica: parlerà infatti in piedi dallo Studio alla Vetrata del Quirinale. Il discorso, della durata prevista di circa 15 minuti, si discosta dai bilanci consuntivi per farsi bussola di valori in vista di un 2026 che segnerà il prestigioso traguardo degli ottant’anni della Repubblica Italiana.
Di Mirko Aglianò
Il cuore dell’intervento sarà dedicato ai giovani, esortati a diventare artefici del proprio destino in un contesto globale segnato da un ordine internazionale “vacillante”. Mattarella non mancherà di rivolgere lo sguardo ai teatri di crisi, invocando una pace giusta per l’Ucraina e una stabilità vera per il Medio Oriente, pur mantenendo un profilo istituzionale che evita di addentrarsi nei dettagli tecnici della politica estera già trattati nei precedenti incontri diplomatici.
Sul fronte interno, il Presidente punterà tutto sulla coesione sociale e sul rispetto della Costituzione. Nonostante un anno caratterizzato da frizioni politiche e incomprensioni istituzionali, Mattarella sceglie di “volare alto”, rivolgendosi direttamente ai cittadini piuttosto che alla classe politica. Tra i temi centrali emergeranno i pilastri della democrazia: il diritto al lavoro, la sanità pubblica, l’uguaglianza e la solidarietà verso i più fragili. Un passaggio cruciale sarà dedicato alla “democrazia a bassa intensità”, con un rinnovato appello contro l’astensionismo e un richiamo alla responsabilità per le condizioni delle carceri e la tragedia dei migranti. Il messaggio si chiuderà con l’auspicio di ritrovare in noi stessi quella “speranza” citata un anno fa, trasformandola in scelte concrete per il bene comune.
Immagine ripresa dal ritratto ufficiale del Presidente della Repubblica Italiana
Last modified: Dicembre 31, 2025

