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Legambiente Terracina: «Il Comune si adegui al Piano europeo per il ripristino della natura». Critiche anche al Ddl Caccia

Terracina (lunedì, 29 giugno 2026) — Legambiente Terracina interviene sul tema della tutela ambientale su due fronti: da un lato la partecipazione alla consultazione nazionale per la definizione del Piano Nazionale di Ripristino della Natura (PRN), dall’altro la netta contrarietà al disegno di legge sulla caccia, recentemente approvato in prima lettura dal Senato.

di Ludovica Maura Santarelli

Il Circolo cittadino ha preso parte alla consultazione pubblica, conclusasi nei giorni scorsi, dedicata alla definizione del Piano Nazionale di Ripristino della Natura, pur evidenziando alcune criticità relative ai dati e ai documenti messi a disposizione attraverso la piattaforma digitale PartecipaPA.

Il PRN rappresenta il principale strumento previsto dal Regolamento europeo 2024/1991 sul ripristino della natura, entrato in vigore nell’agosto 2024 e recepito nell’ordinamento italiano con il decreto legislativo n. 80 dell’8 aprile 2026. Il provvedimento stabilisce che ogni Stato membro presenti entro il 1° settembre 2026 un Piano nazionale contenente obiettivi, interventi e risorse per il recupero degli ecosistemi terrestri, marini, agricoli, forestali, fluviali e urbani.

Tra gli obiettivi fissati dall’Unione europea figura il ripristino di almeno il 20% delle aree terrestri e marine entro il 2030 e di tutti gli ecosistemi degradati entro il 2050. Il Piano prevede inoltre indicatori di biodiversità, sistemi di monitoraggio e misure specifiche per la tutela degli spazi verdi urbani, della copertura arborea, dei corsi d’acqua, degli impollinatori e degli ecosistemi costieri.

Secondo Legambiente, il decreto attribuisce anche ai Comuni un ruolo diretto nell’attuazione delle misure riguardanti gli ecosistemi urbani. Per questo motivo, strumenti urbanistici, regolamenti edilizi, piani del verde e interventi di rigenerazione urbana dovranno essere coerenti con gli obiettivi europei, privilegiando soluzioni basate sulla natura, come l’incremento del verde urbano, le alberature, i tetti e le pareti verdi, la depavimentazione, la riduzione delle superfici asfaltate e la rinaturalizzazione degli spazi pubblici.

Il Circolo sottolinea come queste indicazioni coincidano con le osservazioni già presentate al Comune di Terracina nell’ambito del nuovo Regolamento edilizio e del Piano del Verde Urbano, elaborate sulla base delle linee guida di Legambiente dedicate all’attuazione della Nature Restoration Law.

L’associazione richiama quindi l’amministrazione comunale ad accelerare l’aggiornamento della pianificazione urbanistica. «Al Comune di Terracina, che da anni accumula ingiustificabili ritardi nell’aggiornamento della propria strumentazione urbanistica e che non riesce da un anno a varare il nuovo regolamento edilizio, vogliamo ricordare che i piani e i regolamenti urbanistici dovranno essere coerenti da subito con il Regolamento europeo per il ripristino della natura», afferma Anna Giannetti, presidente di Legambiente Terracina e consigliere nazionale dell’associazione.

Secondo Legambiente, il Regolamento europeo è infatti direttamente applicabile e prevale sulle disposizioni nazionali, regionali e locali. L’associazione ritiene inoltre che le trasformazioni del suolo già autorizzate che comportano consumo di aree verdi debbano essere compensate attraverso interventi di depavimentazione e ripristino ecologico, mentre le eventuali nuove urbanizzazioni dovrebbero essere indirizzate prioritariamente verso aree degradate o dismesse.

Il Circolo si dichiara disponibile a collaborare con l’amministrazione comunale per contribuire alla definizione di un Piano di ripristino della natura che tenga conto anche delle indicazioni contenute nell’Atlante Ambientale ISPRA 2024 per il territorio di Terracina.

Accanto al tema del ripristino ambientale, Legambiente esprime forte preoccupazione per il disegno di legge sulla caccia, approvato in prima lettura dal Senato con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astensioni.

Secondo l’associazione, il provvedimento modifica profondamente la legge quadro sulla fauna selvatica, ampliando le possibilità di esercizio dell’attività venatoria, estendendo i calendari di caccia, aumentando le specie cacciabili e ridimensionando il ruolo tecnico-scientifico dell’ISPRA. Una riforma che Legambiente definisce «violenta nei confronti della natura e degli animali selvatici» e in contrasto con le evidenze scientifiche e con la volontà della maggioranza dei cittadini.

Per questo motivo il Circolo chiede al Comune di Terracina di prendere posizione anche contro il Ddl Caccia, evidenziando i possibili effetti sulla tutela della biodiversità, sulla sicurezza pubblica e sulla gestione del territorio. Secondo Anna Giannetti, il provvedimento potrebbe infatti compromettere la fruizione turistica e agricola delle aree collinari e boschive del territorio comunale e aprire l’attività venatoria anche in aree demaniali, comprese le spiagge.

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Last modified: Luglio 2, 2026
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